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Incidente all’estero, cosa si deve fare

Quando si parte per un viaggio, ovviamente, si parte carichi di entusiasmo, con la voglia di conoscere e scoprire, di divertirsi e trascorrere delle giornate liete. Ovviamente non si va di certo a pensare che durante il viaggio possa capitare qualcosa, così come è ovvio augurarsi che non accada mai, tuttavia è opportuno per lo meno ipotizzare condizioni di difficoltà che possono insorgere in seguito a un incidente all’estero, magari anche banale, ma che se non si sanno affrontare non solo possono far scaturire complicazioni, ma possono anche rovinarci la vacanza. Di quel viaggio conserveremmo solo un brutto ricordo associato a quanto accaduto di negativo. Invece, se si sa come muoversi, per lo meno si può contenere il danno e almeno vivere bene la vacanza.

Incidente stradale area europea

incidente all'estero, come ottenere il risarcimento danniIniziamo subito col dire che in caso di sinistro stradale all’estero ottenere l’indennizzo è possibile, ma comporta un bel dispendio di energie in quanto la burocrazia non è proprio agevole. Partiamo quindi dalla prima ipotesi, quindi sinistro stradale in area europea con veicoli facenti parte di tale area, poniamo il nostro veicolo immatricolato in Italia e un veicolo immatricolato in Germania, giusto per fare un esempio. Come faremmo in Italia occorre prendere tutti i dati ed eventualmente compilare il modulo blu, una sorta di CID europeo, inserendo i dettagli della dinamica del sinistro, targa dell’auto coinvolta, intestatario del mezzo, numero di polizza, se poi si scattano delle foto è ancora meglio, così come se si trovano eventuali testimoni.

Per ogni assicurazione estera c’è un mandatario in Italia, per trovarlo si deve inviare un Fax o una mail all’ISVAP, Centro di Informazioni o al Consap. Se invece l’auto estera fosse immatricolata in uno stato diverso da quello in cui è avvenuto il sinistro, quindi poniamo che nel caso preso a esempio il sinistro sia avvenuto in Spagna, si invia la richiesta di risarcimento al Bureau del Paese in cui è avvenuto il sinistro.

Incidente con auto non appartenente all’area verde

Se invece il sinistro dovesse capitare in un Paese che non fa parte dell’area verde, ovvero non appartenente all’area europea, la procedura cambia. Poniamo che il sinistro avvenga in Egitto con un veicolo immatricolato lì stesso, in questo caso si dovrà fare richiesta di risarcimento direttamente all’assicurazione del mezzo coinvolto. Se il mezzo non è immatricolato nel Paese dove è avvenuto il sinistro, quindi poniamo in Marocco, allora, ci si deve rivolgere al Boureau del Marocco. In ogni caso è possibile reperire informazioni dettagliate presso il Consolato italiano del Paese in cui è avvenuto il sinistro.

Ottenere il risarcimento è complicato?

Sì, non è una passeggiata, immaginate cosa accade in Italia, per esempio quando non ci si riesce a mettersi d’accodo sulle dinamiche dell’incidente. Immaginate ora cosa potrebbe accadere se non vi fosse un accordo tra le due parti coinvolte in un sinistro stradale all’estero, aggiungendo poi la complicazione derivante dalle diverse lingue parlate. Insomma, grattacapi che sarebbe bene affidare a un legale esperto in risarcimento danni per potersi godere il resto della vacanza senza ulteriori pensieri e lasciare che sia lui a sbrigare tutte le pratiche.

In viaggio per l’Europa, una vacanza di Pasqua alternativa

Dove si va per le vacanze di Pasqua? Sono tantissime le mete papabili, ma perché scegliere sempre la solita classica spiaggia dei Caraibi dove rosolarsi ben bene al sole, o una città d’arte? E se invece si facesse un giro delle più belle mete d’Europa? Molti giovani scelgono questa modalità di viaggio, magari optando per i mezzi pubblici, come per esempio il treno, ma chi lo ha detto che un viaggio attraverso il vecchio continente sia esclusivamente prerogativa dei giovani? Basta solo organizzarsi. Il mezzo di trasporto ideale? Ovviamente una roulotte o un camper, ma anche un’auto spaziosa può servire per un viaggio per l’Europa.

Dalle Alpi in poi

Una volta lasciate le Alpi alle spalle una meta da prendere certamente in considerazione è Vienna. La capitale della musica, ricca di fascino e di cultura, è una tappa obbligata a qualsiasi età. Le strade sono ordinate e ben percorribili, con facili indicazioni. Se si viaggia con l’auto non vi sono problemi di sorta a entrare in città, badando solamente alle zone a traffico limitato del centro, ma basterà lasciare la macchina in uno dei tanti parcheggi e spostarsi con l’u-bahn, la metropolitana che copre in modo capillare tutta la città. Per chi volesse aggiungere una destinazione in più, si potrebbe anche considerare la Croazia come prima meta e proseguire poi vero Vienna.

Dall’Austria due opzioni: Repubblica Ceca o Germania. Nel secondo caso un salto a Berlino val ben la pena. Da qui all’Olanda è un passo. Il paese dei tulipani e dei mulini a vento non è solo uno spettacolo dal punto di vista estetico, ma è anche tutto da scoprire e per tradizioni e cultura. E del resto, una volta in città non si può prescindere da una passeggiata nel quartiere a luci rosse, un salto al museo delle cere e, per chi non si impressiona facilmente, a casa di Anna Frank.

Belgio e Parigi all’insegna del romanticismo

Se il romanticismo scandisce le ore della vostra vita la meta da non dimenticare è il Belgio con i suoi borghi storici di Bruge e Gant. Due piccoli paesi dall’aria sorniona di una bellezza e di un fascino di altri tempi, anche sotto la pioggia, come è facile vederli. Qui sembra che il tempo si sia fermato e l’aria che si respira è quella delle dame e dei cavalieri. Dal Belgio si procede verso la Francia, e qui ci si può far guidare dai propri desideri, ma in ogni caso si consiglia di non perdere l’occasione di visitare la celeberrima Parigi, magari anche solo per fare una corsa sulla torre Eiffel e vedere tutta la città da una prospettiva privilegiata.

Barcellona solo andata

Dalla Francia basta valicare i Pirenei per proiettasi in un mondo sospeso tra modernità e tradizione. Un salto a Madrid ma anche nella famosa città catalana. Barcellona ti accoglie sempre con quella sua allegria atavica e ti invita a scoprire i suoi carruggi nel Barrio Gotico. Prima di andare via si deve per lo meno passar accanto alla Sagrada Familia, se non altro per vedere a che punto sono i lavori. Da Barcellona si può anche scegliere un viaggio  di sola andata: il traghetto per la Sardegna, magari poi si riesce a fare un saltino anche in Corsica prima di ritornare sul continente.

Unica raccomandazione, fare tutti icontrolli alla propria auto prima di partire oppure optare per l’acquisto di un usato sicuro, magari proprio un camper. Suggerimenti sull’usato su certificauto.it.

 

Effetti della pelle sintetica sul corpo

Negli ultimi anni la pelle sintetica si è diffusa a macchia d’olio nei grandi magazzini e nei negozi che vendono capi a basso prezzo. La causa (o per meglio dire, la serie di cause) di questa diffusione su così ampia scala è molto semplice da individuare. Innanzitutto, i costi di produzione di questa tipologia di pelle sono molto bassi, portando così alla creazione di capi economici; inoltre, la manutenzione di questa tipologia di capi è molto semplice, in quanto è sufficiente un semplice lavaggio con del sapone Marsiglia per ottenere un capo pulito e immediatamente riutilizzabile; per ultimo, ma non meno importante, vi sono molteplici metodi per produrre questo tessuto, che portano a prodotti finali con caratteristiche molto diverse e adattabili ai gusti di tutti gli acquirenti. Ma è tutto oro quello che luccica? Secondo noi di BuyLeatherOnline, da anni nel settore della produzione di vera pelle, no.
Tra i difetti che vanno imputati alla pelle sintetica ve ne sono alcuni molto importanti, che possono comportare anche un serio pericolo per i consumatori. Innanzitutto, le pelli sintetiche non hanno la stessa durata di quelle naturali: con i lavaggi, gli strati sintetici superficiali tendono a disgregarsi, rovinando il capo; inoltre, alcuni processi chimici o materie prime utilizzate per la produzione di questa tipologia di tessuti possono essere tossiche per l’organismo, e portare allo sviluppo di gravi malattie in seguito all’esposizione prolungata. Per di più non sono da sottovalutare gli effetti che questi tessuti possono avere sulla nostra pelle se a contatto prolungato con la cute. Non è infatti raro che persone con la cute a lungo a contatto con la pelle sintetica abbiano delle reazioni allergiche, con arrossamenti, prurito e gonfiore degli arti interessati; a queste condizioni si aggiunge poi, in alcuni casi, la formazione di pustole dolorose e sanguinolente che pur non essendo pericolose per la vita della persona interessata, rappresentano certamente un problema per quanto concerne i rapporti sociali. Altra situazione che si verifica in seguito al contatto prolungato della cute con la pelle sintetica sono alcuni tipi di dermatiti, ovvero infiammazioni molto simili a quelle appena descritte, ma che possono essere causate non dal tessuto in sé, ma da ciò che esso trasporta: la finta pelle è infatti in grado di trattenere lo sporco, favorendo quindi l’accumulo di germi e batteri. Tali microbi possono interagire con le pelli più sensibili e creare danni più o meno gravi e (nonché più o meno reversibili), tra cui psoriasi, eczema e, in alcuni casi, anche disturbi gastrointestinali. Per tutti questi motivi, è consigliabile optare per pelli reali e di qualità, che seppur costano qualche euro in più non rischiano di danneggiare la cute.