Legge Privacy sulla videosorveglianza per negozi, facciamo chiarezza

La sicurezza nella propria impresa, esercizio commerciale o negozio di quartiere, può essere compromessa da soggetti esterni che mirano a creare un danno all’imprenditore. Lo fanno attraverso furti o altri comportamenti lesivi non prevedibili.

Per questa ragione è necessario munirsi di un sistema di telecamere, detto sistema di videosorveglianza. Benché nel proprio negozio ci si senta un po’ padroni, le immagini che vengono acquisite da questi mezzi, però, sono soggette a stringenti limitazioni. Per far sì che tale impianto non venga sottoposto a sanzioni, è necessario conoscere al meglio la normativa in vigore e tutte le novità del GDPR.

Quando un commerciante decide di installare una telecamera nel suo negozio, non può venir meno al rispetto della privacy di chi lo frequenta, i consumatori e dipendenti. È bene sapere che l’immagine acquisita dal video risulta a tutti gli effetti un dato personale e per tale ragione, va sempre segnalato attraverso un’indicazione inequivocabile. Il garante della privacy, infatti, stabilisce che la persona debba essere rispettata anche quando questa si trova in luoghi pubblici.

Vediamo quali sono gli accorgimenti da adottare.

Come la tecnologia aiuta l’impresa

Un sistema di videosorveglianza è necessario sia se si tratta di una grande catena di negozi che di un piccolo esercizio di quartiere. La tecnologia aumenta il livello di sicurezza di un commerciante, mettendolo a riparo da piccoli furti e da atti criminosi.

L’introduzione del sistema di videosorveglianza, però, è importante anche per apportare migliorie nella gestione del cliente, per ottimizzare le operazioni di logistica nei negozi, verificare alcune criticità, scoprire atti di frode e ovviamente, prevenire i furti.

La procedura per installare sistemi di videosorveglianza

La procedura per l’installazione di un sistema di sicurezza prevede un iter ben preciso da rispettare da parte del negoziante. Lui, infatti, dovrà mantenere chiari i rapporti con il personale dipendente, i consumatori, e il garante.

In primo luogo bisogna comunicare all’ispettorato del lavoro la presenza di un sistema di ripresa a circuito chiuso. Deve essere stipulato un accordo specifico tra sindacato e azienda riguardo la presenza del sistema. Va ricordato anche che è vietato filmare a distanza i lavoratori. Ciò, però, è possibile farlo solo per motivi di sicurezza o esigenze di impresa, dove se ne tutela anche il patrimonio aziendale. Se vi sono casi sospetti è necessario richiedere ulteriori autorizzazioni specifiche.

I clienti devono sapere che in quel luogo sono installate delle telecamere. Per tale motivo si deve affiggere un cartello in un punto visibile dell’attività, a direzione della telecamera.

Le regole da rispettare riguardo ai posizionamenti, sono due. La prima è quella di non installare alcun dispositivo dove il cliente ha bisogno di riservatezza, come camerini e spogliatoi in genere. La seconda prevede che il titolare dell’esercizio deve sempre puntare le telecamere a direzione dei prodotti e scaffalature in vendita.

Ogni telecamera non deve avere un microfono. Non sono ammesse registrazioni di suoni e voci.

Le immagini registrate devono essere distrutte dopo ventiquattro ore. In alcuni casi specifici, però, il lasso di tempo relativo alla conservazione può essere aumentato, ciò avviene dopo aver ricevuto l’autorizzazione a procedere in tal senso. In ogni caso le immagini non possono essere tenute per più di sette giorni. Sono situazioni eccezionali, come rapine o richieste specifiche provenienti dall’autorità giudiziaria.

A visionare le immagini possono essere solo soggetti autorizzati dal titolare dell’esercizio e mai estranei o soggetti non muniti delle necessarie garanzie.

Misure tecniche e di sicurezza in accordo con il GDPR

Tutte le misure di sicurezza relative al sistema di videosorveglianza devono rispettare l’articolo 32. In tal caso tutti i rischi relativi alla dispersione delle immagini o accesso non autorizzato ai dati, si riducono notevolmente.

Il garante per la privacy, inoltre, stabilisce anche stringenti misure per il titolare. Sarà lui a chiarire i ruoli relativi alla sorveglianza e strumenti utilizzati per la conservazione delle immagini. Chi visiona in tempo reale le riprese deve dedicarsi esclusivamente a tale compito ed essere in possesso di tutte le credenziali relative a tale mansione.

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