I significati della cartomanzia

I più sensibili, quelli maggiormente versati nella divinazione, intuiscono da subito significati e collegamenti, come se li avessero sempre maneggiati, altri invece, più razionali, fanno fatica a distinguere, e a fare ordine, tra la moltitudine di segnali, che si riversa tra le domande che sorgono spontanee. Tutti, dopo il primo approccio, comunque cercano di saperne di più e, soprattutto, di imparare come si maneggia il mazzo per la divinazione. C’è chi si rivolge ad un esperto, magari selezionando, col consiglio degli amici, una persona conosciuta e di fiducia. C’è chi invece si cimenta, e decide di imparare a maneggiarle, e leggerle, personalmente.

Si comincia per sé, e, anche se è più difficile essere obiettivi, le soddisfazioni, quando finalmente arrivano, sono davvero grandi. Poi lo si fa ad altri, amici, parenti, magari amici degli amici, fino a quando non ci si rende conto che c’è chi ci cerca per gioco, e chi ha veramente bisogno di fare chiarezza, fino a quando non ci si rende conto che si tengono in mano le reazioni di chi ci consulta, e che si hanno grandi responsabilità nei confronti di costoro, responsabilità da non sottovalutare, che ci portano automaticamente a fare una selezione delle richieste e, a volte, a negarsi decisamente, anche a costo di compromettere un rapporto di amicizia.

La cartomanzia è scienza antica, e profonde sono le sue radici, dentro il nostro animo. Essa risveglia ricordi atavici, con i quali non sempre si è pronti al confronto. Chi usa le carte, per la divinazione, acquisisce, abbastanza in fretta, un codice comportamentale non scritto, ma chiarissimo: non si scavano gli stati profondi, a meno che il consultante non lo chieda espressamente, e si accolli la responsabilità delle conseguenze.

Per fortuna, a saper andare tanto a fondo, sono davvero in pochi, anche perché queste capacità si ottengono solo se si è acquisito il rispetto, indispensabile, della vita umana, e il rispetto della libera scelta di vita, che appartiene a tutti noi.

Ma torniamo alla cartomanzia e alle carte. Il mazzo tradizionale è composto da 78 carte e diviso in due gruppi. Il primo, detto degli Arcani maggiori, raggruppa ventidue carte numerate da 0 a 21, e sottotitolate con la descrizione sintetica della figura rappresentata. Gli Arcani maggiori hanno subito, nel tempo, varie modifiche ed adattamenti, anche se oggi sono state ricostituite conformi a quelle che si crede fossero le lame originali, da seri ricercatori, come Osvald Wirth, dopo anni di studi e di ricerche.

Il secondo, detto degli Arcani minori, conta 56 carte, divise in 4 semi: ori, coppe, spade e mazze, di 14 carte ciascuno, contenente la serie dei numeri da 1 a 10, e 4 figure nobili: il fante, il cavaliere, la dama o regina, il signore o il re. Da queste ultime, fatta fuori la dama, e le ultime tre carte numeriche: 8, 9, 10, è nato il mazzo di carte classico, col quale ci sediamo a giocare con gli amici, e che non avevamo mai sospettato fosse un mazzo divinatorio, anche se, pur senza farci caso, un dialogo durante il gioco, con quelle strane carte, lo si è sempre inconsciamente avuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *