Uomo e bambino influenzati da depressione post partum

La depressione post partum (DPP) materna si ripercuote anche sul padre

Uno studio riportato nell’articolo “Disturbi affettivi e comportamento di malattia nel periodo perinatale: correlazioni tra padri e madri” (Franco Baldoni, Bruno Baldaro, Mariagrazia Benassi ) ha esamintao gli aspetti psicologici e comportamentali nelle madri e nei padri nel periodo perinatale valutati in un campione di 40 coppie nel periodo dal secondo trimestre di gravidanza al primo trimestre dopo il parto, somministrando questionari (il CES-D, il Symptom Questionnaire,l’Illness Behavoiur Questionnaire, e il Perinatal Couple Questionnaire) dimostrando che in questo periodo i padri mostrano alterazioni emotive con oscillazioni che sono correlate allo stato psicologico materno. I padri, le cui compagne hanno sofferto di disturbi affettivi durante la gravidanza, sono risultati più depressi , ansiosi e irritabili, e manifestano sintomatologia somatica e sono preoccupati per la loro salute e per il loro ruolo paterno. Gli interventi psicologici sui disturbi affettivi delle madri dovrebbero pertanto riguardare entrambi i genitori. Un intervento psicoterapeutico congiunto può senz’altro migliorare (così conclude lo studio) la relazione tra i partner, e nei confronti dello stesso bambino.

La depressione colpisce anche i padri

Ci sono nella psicoanalisi varie teorie che giustificano la depressione post partum (DPP) anche per i padri con svariate giustificazioni, che tutte possono concorrere in varia misura a determinare questa tipologia di sintomo. Elenchiamole le principali :

1) dopo la nascita di un figlio, entrambi i genitori risentono il venir meno di un precedente equilibrio di vita, che scatena una forma depressiva (Arieti)

2) dopo la nascita di un figlio, possono insorgere nell’uomo riattivazioni di un attaccamento edipico incestuoso nei confronti del enitore dell’altro sesso (Zilboorg)

3) il bambino, con la sua nascita fa riaffiorare antichi traumi infantili nel padre, che può ricordarsi il momento della nascita di un fratellino , che ha usurpato l’amore materno (nello stesso modo il figlio usurpa l’amore della moglie). Ciò fa scaturire un senso di colpa inconscio che lo ridefinisce negativamente (in modo irrazionale)

L’importanza della stabilità emotiva e mentale anche per il padre

La ricerca empirica (vedi riferimenti) ha evidenziato che gli stati emotivi dei due genitori in questo perido perinatale sono correlati e pertanto la sofferenza del padre (nella fattispecie disturbi affettivi simili alla depressione post-partum) che può manifestarsi sotto forma di ansia, insicurezza, preoccupazione, o alterazioni del comportamento (sindromi, ipocondria, somatizzazione) o problemi di comportamento (aggressività patologica, alcolismo, disturbi dipendenza) compromettono quella base di sicurezza su cui la compagna ha necessità di poggiarsi per la propria stabilità emotiva e per poter continuare ad avere un buon rapporto nei confronti del figlio.
Ora, sebbene Freud abbia analizzato il ruolo del padre nella fase edipica, poco si è studiato riguardo al ruolo del padre nella nascente famiglia,focalizzandosi più su quello della madre. Al contrario, alla luce dei recenti studi, questo aspetto è molto rilevante soprattutto nel rapporto triadico (madre-padre-bambino) superando così le precedenti visioni di rapporto prevalentemente diadico (madre-figlio).

In realtà questo rappporto va interpretto durante tutto il ciclo di vita della famiglia, e cioè nelle prima infanzia, nel periodo edipico, nell’adolescenza (Baldoni).
Infatti mentre nella prima infanzia il rapporto padre-bambino è secondario, nel periodo edipico entrambi i genitori hanno uno stesso peso; infine nell’adolescenza il bambino incomincierà gradualmente a separarsi dalla propria madre e a diventare più autonomo. E’ in questa fase che il padre dovrà sostenere il figlio nella crescita verso l’indipendenza e supportare la madre che si sentirà sofferente per la perdita del suo ruolo.

Nasce quindi e si giustifica il termine di Depressione Perinatale Paterna con cui si indica la manifestazione nel padre di una sintomatologia depressiva nel periodo che va dall’inizio della gravidanza al primo anno dopo il parto.Questa sintomatologia risulta più lieve di quella materna, ma non meno imporante e può risentirne la vita lavorativa , l’ummore, la difficoltà a concentrarsi, l’isolamento sociale, il calo del desiderio sessuale, la preoccupazione costante. Il quadro clinico può complicarsi fino a giungere a disturbi più gravi e complessi come ansia (attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsvo, dpts) ancora più che la depressione vera e propria e le alterazioni del comportamento di malattia, gli acting out comportamentali (crisi di rabbia, condotte violente, attività fisica o sessuale compulsiva, relazioni extraconiugali, fughe), l’abuso di sostanze (fumo, alcool, psicofarmaci, droghe) e altri disturbi di dipendenza (come quelli da gioco d’azzardo o da internet.

E’ molto importante lo screening!

Trattamento e psicoterapia

Qualora, nel corso dei primi mesi di vita del nascituro, si evidenzi questa sintomatologia nel padre bisognerà chiedere l’intervento di uno specialista per un aituo di psicoterapia individuale eventualmente integrato da un trattamento farmacologico.

La prevenzione va fatta nei casi di famiglie più ad alto rischio, ossia di bambini nati prematuramente o con patologie fisiche, madri adolescenti o con disturbi psichiatrici, o tossicodipendenti abusanti o maltrattanti o altre problematiche a livello sociale. Tale prevenzione potrà coinvolgere vari membri della famiglia ed estendersi a forme di sostegno domicilliare.

Influenza della depressione materna sul bambino (si può aggiungere all’altro articolo sulla depresione post partum materna)

La depressione post partum presente nel 15-18% delle madri, è un importante disturbo mentale, che può ripercuotersi sul rapporto che la madre ha con il bambino , e quindi sul suo sviluppo e funzionamento mentale. Sono stati condotti differenti studi su questo rapporto diadico teso a studiare le interazioni di una madre depressa ed il proprio bambino. Ciò che è stato evidenziato in un primo studio su 234 donne, selezionate con intervista “”Indicatori delle alterazioni precoci della relazione madre-bambino“, grazie alla video-registrazione delle sequenze interattive madre-bambino , nei primi tre mesi dopo il parto, e codificate con una scala clinica (Scala di Bur; Bur, Gozlan, Lamour, Letronnier, Rosenfeld, 1989) e la scala di Guaraldi , segnalando una distorsione relazionale del rapporto madre-bambino durante l’alimentazione, il bagnetto, i pianti, l’inadeguatezza nel tenerlo in braccio, le relazioni verbali (insufficienti). Inoltre sono risltati alterati in senso compromissoio le interazioni , gli scambi corporei, gli scambi di sorrisi sia in termini qualitativi (di naturalezza ed affettività) che di quantità e frequenza, evidenziando una difficoltà.

Riferimenti :

http://www.fertilitycenter.it/category/puerperio
https://www.rivisteweb.it/doi/10.1449/23215
http://www.jpsychopathol.it/wp-content/uploads/2015/07/03stanghellini1.pdf
https://www.rivisteweb.it/doi/10.1449/22601
http://www.francoangeli.it/Riviste/Scheda_rivista.aspx?IDarticolo=39091
https://www.rivisteweb.it/doi/10.1421/334
http://ojs.pensamultimedia.it/index.php/psychofenia/article/viewFile/1430/1394

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